In questo articolo vorrei parlarti a cuore aperto.
Senza auto commiserarmi anche perché non amo farlo.
Certamente non inizio oggi.
Tuttavia vorrei portarti la mia esperienza personale attraverso la mia storia.
Lasciandoti strumenti efficaci ( almeno per me lo sono stati), per aiutarti ad attraversare tempeste emotive e a uscirne relativamente “illese”.
La verità? Alla fine dei conti ne usciamo sempre un pò a pezzi.
Prima però.
Lascia che ti porti nel mio passato. E’ necessario.
Era 2013 quando ho conosciuto il padre dei miei figli.
Lui lavorava in discoteca come vocalist. Io ballavo sul palco come ragazza immagine (ai tempi era cosi).
Tempi d’oro e senza pensieri.
Nel 2014 nasce mio figlio Luca e nel 2015 arriva anche Vittoria.
Fin qui tutto fila liscio come l’olio.
A trent’anni avevo due figli.
Per una donna è il giusto compresso ( almeno per me lo è ), tra crearsi una famiglia e di aver realizzato diverse cazzate ( ne ho fatte davvero tante) da non sentirne probabilmente più il bisogno.
I figli mi hanno calmata parecchio.
Apparentemente sembrava tutto perfetto.
Come nelle favole.. canta Vasco Rossi (non so se ti piace), del resto i gusti musicali sono molto personali.
Ma ritornando a noi.
Il bello deve ancora arrivare.
Per 3 anni mi sono dedicata ai miei figli facendo la mamma a tempo pieno.
In questi lunghi anni dentro di me già sentivo smuovere forti emozioni contrastanti.
C’è un detto che dice: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Quella sorda ero io.
E non è mai facile raccontarsi.. ma andiamo avanti.
Nel 2017 ritorno in pista e ricomincio a lavorare.
Trovo lavoro in fabbrica (ho un curriculum lavorativo abbastanza ampio), ma in quel momento non avevo alternative.
Ero fuori dai giochi da troppo tempo.
Chest’è (made in Naples).
Per 7 anni sono stata intrappolata in una routine quotidiana che mi ha soffocato dal primo momento.
Intanto era nato un legame profondo tra e me e l’ansia.
Devi sapere che sono sempre stata una ribelle creativa ( la pecora nera), e vivere una vita di automatismi era la strada giusta per andarmi a schiantare contro un muro con le mie stesse mani.
Wè wè camma fà ( sempre made in Naples).
Intanto l’apocalisse nella mia vita si stava avvicinando.
Spoiler: sono stata l’artefice della mia stessa apocalisse.
E mo?
Al mio segnale scatenate l’inferno.
E il padre dei tuoi figli? Te lo starai chiedendo..
E adesso ti racconto.
Mentre lui girava il mondo ( con la sindrome di Peter Pan) ovvero come un’eterno ragazzino, ogni giorno che passava io morivo lentamente.
Abbiamo 10 anni di differenza e la sindrome di Peter Pan non è mai andata via.
A questo punto stavo vivendo una vita che mi stava soffocando e una relazione tossica che dovevo lasciare andare.
Ricordi il titolo di questo articolo?
Tutti i grandi cambiamenti sono preceduti dal caos ( e sti cazzi).
Finalmente ( è stata veramente dura), trovo il coraggio e la forza di uscire da una relazione tossica.
Non piansi nemmeno una lacrima. Mi allagai dentro.
Intanto il panico era esploso.
Che tarantella ..
La domanda a questo punto sorge spontanea: non potevi pensarci prima?
Sono arrivata a quarant’anni con una sola risposta: l’amore rende ciechi.
E’ stato dannatamente difficile lasciare andare una persona tossica ma che ami profondamente nonostante tutto.
Mi sento appagata dopo avermi dato questa risposta? Sinceramente no.
Ne ho pagate le conseguenze? Si, e anche tanto.
E sai come dice uno dei miei scrittori preferiti? Charles Bukowski
“Ho capito che alle persone bisogna lasciare la libertà di fare ciò che vogliono, tanto alla fine chi vuole restare resta, chi ti vuole rispettare ti rispetta, chi ti vuole nella sua vita ti tiene stretto, e chi vuole andarsene se ne va.”
Col senno del poi è stata la scelta migliore che potessi fare.
Intanto sono passati 8 anni da quella scelta..
Ora sono una solitaria che ama la sua compagnia e di chi sa toccare la mia mente e la mia anima.
Ma questa è un’altra storia.
Vissero felici e contenti?
Nessun lieto fine.
La principessa si salva da sola grazie allo sport che è sempre stato il punto fermo della sua vita.
Ho iniziato a danzare all’età di otto anni e non più smesso (prima di avere i miei figli), poi ho ricominciato in forma amatoriale.
Non sono mai stata una gran chiacchierona ( ho iniziato a parlare a 3 anni), pensa quanta voglia avevo di parlare.
Quindi ho comunicato sempre attraverso il mio corpo.
Infatti esistono varie forme di comunicazione e strumenti attraverso il quale possiamo esprimere la nostra vera essenza.
I miei sono stati principalmente sempre 3:
- La musica
- La danza
- La scrittura ( journaling)
Sai cosa ho capito a mie spese?
Che l’ansia e il panico non sono altro che bisogni repressi che non abbiamo saputo ascoltare.
E io non mi stavo ascoltando. E direi anche da troppo tempo.
E la mente? E’ sempre stata un gran casino.
Alleniamo sempre e solo il corpo dimenticando di preservare la nostra salute mentale.
Non a caso (io non credo alle coincidenze..), incrocio lo yoga lungo questo delirio.
E sai che penso? Che opportunità e persone arrivano nella nostra vita quando noi siamo pronte ad accoglierle.
Una disciplina che è stata capace di mettermi sotto sopra e svuotarmi come un sacco pieno di cose inutili.
Mi ha insegnato che non possiamo controllare tutto ( mica solo questo),ma possiamo imparare a controllare noi stessi e le nostre emozioni.
C’è una gran bella differenza.
Che ne pensi?
A oggi sono 10 anni che pratico yoga ( oltre che insegnarlo), per calmare la mia mente e nutrire la mia anima.
E poi..
Ok che tutti i grandi cambiamenti sono preceduti dal caos, ma è altrettanto vero che nella maggior parte dei casi questi cambiamenti esplodono dal nostro mondo interiore.
Quindi a questo punto attraverso la mia storia voglio lasciarti 10 riflessioni ( e domande), che puoi imparare a controllare e che se applicate avranno un grande impatto positivo anche sulla tua vita
E sono:
- Il tuo benessere. Quanto tempo dedichi al tuo benessere?
- I tuoi limiti (non sono ostacoli), ma opportunità per evolvere e conoscersi.
- Le tue decisioni ( se impari ad ascoltarti), anche le tue scelte saranno più consapevoli e ti rispecchieranno.
- Come gestire la tua energia. Sui social? Leggendo? Investendo sul tuo benessere?
- Come usare il tuo tempo. Non hai tempo? Sei sicura? Oppure è questione di priorità?
- Quanto usare i tuoi social. Scrolli i social dalla mattina alla sera?
- Come esprimere i tuoi sentimenti. Qui, dovrei scriverei un altro articolo..
- Le attenzioni per la tua salute. Quanto tempo dedichi all’attenzione di corpo e mente?
- Quali obiettivi crei e ti prefissi. Hai degli obiettivi? Oppure c’è chi sceglie per te?
- Come rispondi alle sfide. Capitano tutte a te? Oppure c’è qualcosa che puoi imparare dalla quella sfida?
A presto,
Debora.
